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Ted Lasso, ovvero come una serie sul calcio faccia bene al cuore

Diciamolo subito: il titolo che ho scelto per questo articolo fa un po’ Gramellini, un po’ Novella Duemila. “Fa bene al cuore” è quel genere di espressione che mettono nelle traduzioni di film o libri e che poi nella realtà usano solo quelli che scrivono le liste dei dieci alimenti per rimanere in salute dopo il tracollo fisico dei trent’anni. Ma ecco, il fatto è che ogni volta che penso a Ted Lasso, mi sento meglio, più in pace con il mondo, e di conseguenza, mi azzarderò a dire che “fa bene al cuore”.

Dopo questa doverosa premessa, è arrivato il momento di spiegare perché una serie tv sul calcio inglese sia un vero e proprio balsamo per l’anima.

Partiamo dalle basi: chi è Ted Lasso?

Ted Lasso è un allenatore di football americano che ha portato la sua squadra alla vittoria del campionato. Americano, è una persona buona, gentile e altruista. Soprattutto, è un uomo che crede nel lavoro di squadra. Ottime premesse per un allenatore, non fosse che viene ingaggiato da Rebecca Welton per allenare il club calcistico AFC Richmond e Ted di calcio non sa praticamente nulla. Ted lascia la sua madre patria e parte per Londra insieme al suo vice, il Coach Beard.

Arrivati in Inghilterra, Lasso e Beard si trovano catapultati in un mondo nuovo, non solo a livello sportivo, ma anche a livello culturale. Il primo grande scoglio da superare è ovviamente il calcio: la Premier League non è una cosa su cui scherzare in Inghilterra, né tanto meno si può scherzare con i suoi giocatori (prime donne strapagate). Poi c’è il problema della lingua, che pare assurdo per un paese anglosassone, ma in fondo io ho scoperto a 22 anni che solo in Piemonte le gomme da masticare si chiamano cicles. E infine la distanza da casa e soprattutto da Henry, il figlio di Ted.

La famiglia del Richmond

AFC Richmond - Ted Lasso

Raccontata così, la serie di Apple sembra un lungo racconto incentrato su quest’uomo che cambia nazione e lavoro, da solo contro il mondo. Sarebbe decisamente riduttivo da parte mia non citare tutti i personaggi che accompagnano, guidano, aiutano, talvolta ostacolano, Ted durante le tre stagioni della serie. Perché una squadra di calcio non è fatta solo da undici giocatori, ci sono le riserve, gli assistenti, gli addetti stampa, i direttori sportivi, i magazzinieri, i giornalisti sportivi, i tifosi. Una miriade di persone che di solito non si considera, perché quando guardi una partita vedi solo quegli undici lì e un allenatore. Invece tutte queste persone creano una coralità di voci che man mano che si prosegue nelle stagioni diventa la tua famiglia.

Così episodio dopo episodio impariamo a conoscere personaggi unici, ricchi di sfaccettature e peculiarità. L’ambiente è prettamente maschile, ovvio, ma mai tossico. Machismo e sessismo non fanno parte del carattere del Richmond, anzi, più si va avanti e più vengono disinnescati tutti quei meccanismi malsani tipici del “branco maschile”. Anche le figure più sboccate, come Roy Kent, o più vanesie, come Jamie Tartt, dimostrano una crescita personale eccezionale. 

Ogni volta che vedo questo gruppo di uomini penso che se fossero tutti così, al mondo avremmo la metà dei problemi.

Donne fortissime

Non sono solo gli uomini a distinguersi, in Ted Lasso ci sono anche due personaggi femminili pazzeschi: Rebecca e Keeley.

Rebecca e Keeley in una scena di Ted Lasso
Rebecca e Keeley in una scena di Ted Lasso - Apple TV+

Spesso le donne in film e serie sono in competizione tra loro, o se sono amiche hanno secondi fini. In questo caso, Rebecca e Keeley sono due donne forti che si sostengono a vicenda, senza giudicare. 

Sono l’esempio di come si possa essere delle donne affermate in carriera, senza rinunciare alla propria femminilità e ai propri principi. Al pari degli uomini, trasmettono un tipo di umanità che sarebbe bello vedere più spesso, dentro e fuori lo schermo.

Fatevi un favore, guardate Ted Lasso

Tre stagioni, 34 episodi. Sono la cosa migliore che potrete vedere di questi tempi, ve lo assicuro. Starete meglio e il mondo vi sembrerà un posto migliore. Persino il calcio vi sembrerà uno sport migliore. 

Non sarà tutto rose e fiori, ci saranno degli alti e dei bassi. Imparerete, però, che l’importante è essere un pesce rosso: dimenticare le cose brutte e andare avanti.